ABOUT THEM

   

L’equilibrista gioca con la gravità dei sogni che ha nell’anima[...] Prendi i tuoi misteri e lanciali tra mille torce, illumina[...] Mai silenzio/ mai

 



Di trepassinellaneve,


Profilo Facebook di Ramona Madonnini



















che forse erano
*loading* pazzi nella neve.

Anch'io mi devasto sparandomi un bel BloggerTour

Scamarcio Contest 2007



martedì, 30 giugno 2009
 

Lo disse: oraDem | 16:10 | commenti (2)


sabato, 20 giugno 2009
 

La mia abitazione è un corpo in rovina che cade a pezzi senza essere toccato. Le persiane abbassate e l’acqua dagli occhi che perde sugli interruttori troppo scoperti. Gente che entra e che esce subito dopo. E porte aperte che sbattono. Lividi appesi alle pareti bianche dall’inverno passato. E tutto il bene che non sa ancora da che parte uscire, che se ne riamane dietro al vetro degli occhi a guardare fuori che piove. Chè alla fine tanto finisce tutto il bene in fondo al cuore.

Lo disse: oraDem | 13:09 | commenti (9)


giovedì, 11 giugno 2009
 

E quando poi ne hai abbastanza, senti di un qualcosa la mancanza. Come una mattina di giugno che ti entra dentro la stanza e ti fa sembrare che sia davvero estate. Invece ci sono gli esami e i libri da studiare e una vacanza ancora da decidere. E il bello è che non sai nemmeno dove andare la sera. E quando poi non ti senti abbastanza, eviti pure gli sguardi. Spegni le luci e leggi tanto, tanto sai che il libro più bello della tua vita ha poche parole e non ha ancora cambiato nome. Eppure ha già detto tutto.

Lo disse: oraDem | 23:18 | commenti (2)


mercoledì, 03 giugno 2009
 

Sbattere contro un cielo di vetro e non riflettersi addosso nemmeno il sereno degli ultimi giorni senza pioggia. Come quelle belle foto vecchie, che hanno impresso il colore degli anni passati, e il peso degli occhi che sono stati a lungo a guardarle. Fare un’immensa fatica a concentrarsi e cercare una soluzione alternativa alla fuga. E non conoscersi per niente. Costruire un cielo di carta giusto per assorbire tutte le lacrime degli ultimi vent’anni. E ci deve pur essere una soluzione di continuità tra dove vorrei essere ora e dove penso di andare la sera, chè alla fine la testa cammina sempre qualche metro parallela alla terra. E cercare di capire i gesti. E cercare di vedere dove arrivano gli occhi. Se scolorano le linee del viso. Se costruiscono storie inventate ai margini della bocca. Pensare a cieli infiniti che contengono pensieri difficili da esprimere con i piedi per terra. E capire che l’aria si intromette dappertutto e ci impedisce di sentirci vicini. Sono i respiri alla fine ad allontanarci. Creami intorno un vestito d’abbracci e mi sentirò meno nuda, perché posso anche svestirmi l’anima se vuoi da me sincerità. E oggi l’amore non esiste. Oggi deve ancora trovare un ventre caldo dentro al quale nascere. E gli angeli si spingono al limite, dell'umano.

Lo disse: oraDem | 09:53 | commenti (3)


sabato, 30 maggio 2009
 

Sapeva proprio raccontarla bene la propria vita, nei minimi particolari. Scriveva d’ogni cosa. Gli accenti, le strane combinazioni, le punteggiature. I colori negli specchi. Peccato che poi, non sapesse riviverla altrettanto. Bene. Recitare come da copione, come la mente decide di scrivere. Non era poi così tanto facile alla fine stare a parlare per ore di un profumo o di un risata. Come se potessero le immagini da sole bastarle a riempire la stanza di nuovo. E dovrei scegliere adesso. Cercare di capire cosa c’è che abbatte il cuore. Cercare di capire che il cuore non è soltanto un pezzo di carne. Che non è soltanto un muscolo. Avessi ancora cinque anni avrei abbandonato il gioco, e lasciato gli altri non nascosti a cercarmi ancora un po’. Tana libera tutti. E’ solo il desiderio di essere importante per qualcuno, di sentirsi dire bella. Stare in mezzo a pensieri non miei perché qua dove sono ora non è alla fine la favola che mi impedisce di partire di testa. E il mio silenzio, non ha altro frutto, che farmi sentire quanto mi resta da imparare. Dicono che l’energia si trasformi. Non si crea né si distrugge. E l’amore è un’energia strana, e s’accumula. Nei cuori sbagliati. E la tristezza invece va via un po’ alla volta. E lascia dentro un ricordo strano che illumina male le pareti dell’anima. E' l'eleganza dei piccoli gesti. E l’eccellenza di non averci capito un cazzo ancora adesso. Non saper dire addio porta alla perdita di parti molto importanti del corpo, come le braccia o le orecchie. Vorrei essere lontano a volte, come se esistessero luoghi in cui alla mente non arrivano timori di conoscere troppo e di non sapere nulla. Luoghi senza bandiere, perché il vento non tira mai da nessuna parte. Dove è sempre domenica, e ci si rialza a qualsiasi ora del giorno. Luoghi senza regole, senza pene da scontare.  Dove i sorrisi significano veramente come stai, e in cui ognuno occupa lo spazio d’aria che il suo stesso peso invade. Luoghi in cui non esistono livelli da conquistare soprattutto se arrivi ancor prima di partire. Dove sei l’unico. Il cuore non ha senso. E’ solo la paura che uccide i sentimenti. Tutti ignoriamo chi più chi meno consapevolmente nell'oscuro l'inconscio segreto che non avremo.

(in corsivo: LaQuiete)

Lo disse: oraDem | 13:06 | commenti (2)


lunedì, 25 maggio 2009
 

Lo disse: oraDem | 13:57 | commenti (1)


lunedì, 18 maggio 2009
 

       

un solo bacio che duri tutto il tempo che il mondo deve ancora durare

 

Lo disse: oraDem | 14:00 | commenti (3)


mercoledì, 13 maggio 2009
 

C’era quella sorta di rispetto che si crea nell’essere ospiti in una casa di vecchi. Con l’attenzione a non fare troppo rumore, piuttosto che nel fare silenzio. Con l’attenzione a guardare gli oggetti e quell’odore di antico. C’era poi anche la curiosità verso le cose che hanno sinceramente qualcosa da raccontare. Scampate alla guerra. Vendute come trofei, comprate come premi, barattate come puttane. Ritratti autocelebrativi di un passato che è diventato ormai solo storia da raccontare. I muri che parlano. E’ così che ci si sente a guardare la vita degli altri, la vita consumata dagli anni. E’ come passeggiare in un museo importante. Mentre i quadri ci osservano e valutano il nostro livello di attenzione. E’ così che la Monna Lisa vede nel mio sorriso qualcosa di suo, come se io fossi uno specchio che cammina. E Vermeer deve ancora restituirmi i miei orecchini. Sono io che cerco di farmi bella ma tu non vedi oltre te stesso.

Lo disse: oraDem | 20:35 | commenti (3)


venerdì, 08 maggio 2009
 

Il problema è lasciarsi perdere. Farlo nello stesso momento in cui ci si lascia andare. Chè potrebbe non essere esattamente la stessa cosa.
Lo disse: oraDem | 13:59 | commenti (6)


mercoledì, 06 maggio 2009
 

Perdersi,

per poi ritrovarsi sempre uguali.

Lo disse: oraDem | 15:22 | commenti (2)