C’era quella sorta di rispetto che si crea nell’essere ospiti in una casa di vecchi. Con l’attenzione a non fare troppo rumore, piuttosto che nel fare silenzio. Con l’attenzione a guardare gli oggetti e quell’odore di antico. C’era poi anche la curiosità verso le cose che hanno sinceramente qualcosa da raccontare. Scampate alla guerra. Vendute come trofei, comprate come premi, barattate come puttane. Ritratti autocelebrativi di un passato che è diventato ormai solo storia da raccontare. I muri che parlano. E’ così che ci si sente a guardare la vita degli altri, la vita consumata dagli anni. E’ come passeggiare in un museo importante. Mentre i quadri ci osservano e valutano il nostro livello di attenzione. E’ così che la Monna Lisa vede nel mio sorriso qualcosa di suo, come se io fossi uno specchio che cammina. E Vermeer deve ancora restituirmi i miei orecchini. Sono io che cerco di farmi bella ma tu non vedi oltre te stesso.

























